
A chi, come me, coltiva cactus come filosofia di vita
27/09/2023Un romanzo motivazionale
, sul coraggio di cambiare, a qualsiasi età.
Trama
“Anche Elisabeth Zott era una che se le legava al dito, solo che le capitava soprattutto con una società patriarcale fondata sull’idea che le donne valessero meno degli uomini. Che fossero meno capaci. Meno intelligenti. Meno creative. Una società convinta che gli uomini dovessero andare a lavorare e fare cose importanti come scoprire pianeti, sviluppare nuovi prodotti, promulgare leggi, mentre le donne dovevano stare a casa ad allevare i figli. Lei di figli non ne voleva, di questo era consapevole, ma sapeva pure che un sacco di donne volevano fare figli e anche fare carriera. Dove stava il problema? Da nessuna parte: era esattamente quello che facevano gli uomini".
Elizabeth Zott è magnetica. Se entra in una stanza, state certi che non le staccherete gli occhi di dosso: perché è bella, e perché ha quel modo schietto di esprimere il proprio pensiero, che scende come una lama sulla superficie molle della morale comune.
Siamo nel 1952, ed Elizabeth è una giovane chimica che lavora all'Hastings Research Institute in California, un ambiente ferocemente maschilista dove il suo innegabile talento viene per lo più messo a tacere, sabotato, o usato per il prestigio altrui.
Malgrado le difficoltà, il coraggio di rivendicare diritti e successi non viene scalfito e spinge Elizabeth a perseverare. C'è solo un uomo che ammira la sua determinazione: è Calvin Evans, genio della chimica in odore di Nobel, con il quale nasce un sentimento puro in cui condivisione delle formule e attrazione fisica vanno di pari passo.
Ma la vita, come la scienza, è soggetta a trasformazioni, e qualche anno dopo la tempra di Elizabeth, ora madre single, folgora un produttore televisivo che le affida la conduzione di "Cena alle sei", un programma di cucina che nelle sue mani diventa un appuntamento quotidiano immancabile per il grande pubblico.
Il suo approccio rivoluzionario ai fornelli, infarcito di digressioni scientifiche, non mira solo alla preparazione di stufati, ma anche ad aprire gli occhi all'universo femminile.
Recensione
“D’altronde, non era quella la definizione stessa della vita? Continui adattamenti, causati da una serie infinita di errori”.
America, primi anni ’50.
Elisabeth Zott è una chimica, ma il mondo scientifico americano dell’epoca non è ancora pronto a considerarla tale.
Segretaria tuttofare sì, tecnica di laboratorio al massimo, chimica proprio no.
Non parliamo poi del fatto che convive con un collega, fuori dal “sacro vincolo del matrimonio”, e si permette pure di mettere al mondo una figlia da "signorina".
Una donna, scienziata, incinta e non sposata: un fatto veramente inaccettabile, da scomunica religiosa, morale e sociale.
“Sono perplessa. Lei mi licenzia sulla base che sono incinta e non sposata. E l’uomo?”. “Che uomo?”. “Qualsiasi uomo. Quando una donna resta incinta al di fuori del matrimonio, viene licenziato anche l’uomo che l’ha messa incinta?”.
Elisabeth non demorde, però, e ottiene comunque visibilità e fama, seguendo una strada alternativa: diventa presentatrice di una trasmissione pomeridiana di cucina, “Cena alle sei”.
Non il classico programma TV con una casalinga ai fornelli, ma una lezione di chimica vera e propria, anche se condotta in modo molto "alternativo".
“La cucina è chimica e la chimica è vita. La capacità di cambiare tutto, compresi se stessi, comincia da qui”.
Non proprio una trasmissione d’intrattenimento, dunque, ma qualcosa d’insolito, che assomiglia più a scalare una montagna, che è quella della vita quotidiana delle donne, fatta di pregiudizi, sogni abbandonati, bassi livelli di autostima generalmente indotti da giudizi maschili del tutto accampati per aria.
“Perché la riduzione delle donne a qualcosa di inferiore agli uomini e l’elevazione degli uomini a qualcosa di superiore alle donne non è biologica, ma culturale. E comincia con due parole: rosa e azzurro. Da lì in poi, è già tutto fuori controllo”.
Un romanzo sulla discriminazione di genere, realtà purtroppo ancora attualissima.
Perché, per quanti progressi possano essersi fatti in più di 70 anni, la strada per agevolare la vita privata e lavorativa delle donne è sempre lunga e piena d'ostacoli, visto che il mondo in cui viviamo oggi perpetua ancora, anche inconsciamente, stereotipi maschili identici a quelli narrati da Bonnie Garmus in "Lezioni di chimica".
“E’ una lezione di vita. E non su chi siamo o di cosa siamo fatti, ma piuttosto su chi siamo in grado di diventare”.
"Lezioni di chimica" è anche un romanzo motivazionale, sul coraggio di cambiare, a qualsiasi età.
“Perché il coraggio è alla base del cambiamento e il cambiamento è ciò a cui siamo chimicamente destinati”.
Non è un caso che dopo aver "divorato" in pochi giorni questo romanzo di 450 pagine, io mi sia subito informata sulle azioni da intraprendere per realizzare concretamente uno dei tanti sogni che sbucano ancora oggi (a 44 anni suonati) dai cassetti del mio comodino!
Letto il libro a dicembre, a gennaio (mese del mio compleanno, un altro segno?!) iniziavo infatti il lungo, impegnativo ma super appagante percorso di formazione, che mi ha portato oggi alla messa on-line della mia "creaturina" letteraria.
Ebbene sì, il mio blog "Pausa Lettura" è figlio anche dell'entusiasmo trascinante della Garmus!
"Lezioni di chimica" è stata una lettura condivisa nel mese di dicembre del 2022 con le ragazze del Club del Libro Degustibook2005
Le fotografie sono state scattate durante la cena American Style, organizzata proprio dal Club in occasione della nostra discussione mensile sulla lettura del romanzo di Bonnie Garmus.

Da leggere perché...
Per il messaggio universale che trasmette: basta trattenerci!
Basta accettare supinamente l'idea che gli altri hanno di ciò che possiamo o non possiamo fare.
Basta lasciarci costringere entro categorie inutili e assurde.
Progettiamo il nostro futuro e poi ... mettiamoci all'opera!
Autrice
Conclusioni
Un romanzo ottimista e pieno di speranza.
Per chi cade, e si rialza, sempre.
Carta d'identità
| Titolo | Lezioni di chimica |
|---|---|
| Autrice | Bonnie Garmus |
| Editore | Rizzoli |
| Pagine | 454 |
| Anno di pubblicazione | Aprile 2022 |
Aggettivo chiave: Ottimista
- I miei pro: Tematiche forti e sempre attuali. Narrazione dinamica, mai pesante. Personaggi ben caratterizzati. Bell'affresco della società americana anni Sessanta (alla "Happy Days", per capirci). Ironia ingrediente presente q.b., come nelle ricette in cucina, come nella vita.
- I miei contro: In alcuni tratti, mi è sembrato ripetitivo, ridondante. Penso che un centinaio di pagine in meno avrebbero giovato alla scorrevolezza della lettura (che rimane, a mio giudizio, comunque piacevolissima).





2 Comments
Complimenti Ilaria, per aver scelto te!
Questo romanzo è stato una rivelazione e una riflessione insieme.
Grazie mille Carla! E spero che mi seguirai in questo mio progetto, che vuol essere “un diario di bordo” condiviso con tutti i lettori!