
I libri sotto l’albero di Pausa Lettura – I parte.
10/12/2023Auguri di Buon Natale 2023
24/12/2023I miei consigli di lettura in vista del Natale
Preferisco non regalare libri per Natale (le mie ragioni le potete trovare qui).
Tuttavia, ci sono dei romanzi che sarei felice di ritrovare anche quest'anno sotto il mio alberello di Natale.
Titoli che ho il piacere di condividere con Voi.

"Passi la vita a credere che un giorno ciò che speravi accadrà, salvo poi accorgerti che la realtà è molto meno romantica di quanto pensi. E' vero, i sogni si presentano alla tua porta, ma solo se ti sei preso la briga di invitarli. Altrimenti puoi star certo che la serata la trascorri da solo".
La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone, Edizioni Tea.
"Mi chiamo Cesare Annunziata, ho settantasette anni, per settant'anni e centoundici giorni ho gettato nel cesso la mia vita. Poi ho capito che era giunto il momento di usare la considerazione guadagnata sul campo per iniziare a godermela sul serio".
Vomero, Napoli.
Cesare ha una figlia, Sveva "che ha sbagliato troppe scelte: studi, lavoro e, da ultimo, marito". Un figlio, Dante, gallerista e gay, "proprio bello quando ride. E capita spesso, per fortuna". Un nipote, Federico, figlio di Sveva, uguale a lui, "senza alcuna responsabilità e nulla d'importante da fare se non giocare. Solo una cosa ci divide: lui ha ancora una vita davanti e mille progetti, io pochi anni e molti rimpianti".
Gravitano intorno a lui anche una "badante amorosa", Rossana, un amico buono e solitario, Marino, una strampalata dirimpettaia gattara, Eleonora, e una nuova vicina di casa, Emma, donna bellissima e fragile, custode di un terribile segreto.
La quotidianità di un uomo ordinario, quella che racconta Marone nel suo romanzo?
Può darsi, perché Cesare lo è, un uomo "ordinario": qualche pregio, molti difetti. Eppure, Cesare è un uomo che ha capito.
Ci ha messo settant'anni, ma ha capito. "Per settant'anni sono stato il maestro dei compromessi, poi ho perso tutto e mi sono trovato, paradossalmente, libero. La verità è che non avevo più nulla da barattare, e questa è stata la mia fortuna".
Un romanzo che trasforma il il cinismo (apparente) e l'ironia (feroce) di un uomo avanti con gli anni, in poesia, umanità e tenerezza, che diventa a tratti commovente.
Un romanzo per chi ha bisogno di essere "preso e portato via" (mente e cuore).

"A stento ricordavo la madre che ero stata. Essere madri è così: esiste solo il qui e ora. La disperazione o il sollievo del qui e ora".
La spinta di Ashley Audrain, Rizzoli.
C'è una famiglia come tante. Blythe, la moglie, donna con un'infanzia difficile, di vuoti affettivi e tanta solitudine. Fox, il marito, famiglia solida alle spalle e bella carriera. E poi c'è Violet, la figlia, bimba introversa e taciturna. Un legame d'amore incondizionato col padre. Un'indifferenza emotiva con la madre, che sfocia in episodi di ribellione, talvolta selvaggia.
Insomma, solita routine familiare con alti e bassi. O c'è dell'altro? Qualcosa di terribile, inquietante, violento, che per preservare lo stereotipo della famiglia perfetta, è meglio tacere?
Non vado oltre, perché lo spoiler sarebbe dietro l'angolo, invece il libro merita quella tensione emotiva, ipnotica, che ti spinge a voler sapere la verità.
Un libro molto coraggioso, che getta una luce diversa, meno edulcorata ma forse più veritiera, sulla maternità.
Non tutte le donne sono pronte ad essere madri. E non per questo sono mostruosamente sbagliate.
Ed il male e la crudeltà si annidano ovunque, anche dove ci pare impossibile, anche se nessuno ci crede.
Per i lettori che amano le storie forti, schiette fino alla brutalità.

"Perché ti scrivo? Perché ne ho voglia. E perché non voglio attendere in silenzio la settima onda, l'inflessibile. Passa a lungo inosservata. Talvolta però fugge via. Sempre e solo la settima onda. Perché è spensierata, ingenua, ribelle e spazza via tutto".
Le ho mai raccontato del vento del Nord e La settima onda di Daniel Glattauer, Feltrinelli Editore.
Vi consiglio questi due titoli insieme, perché uno (La settima onda) è il seguito dell'altro, e andrebbero letti proprio così, uno dietro l'altro, senza soluzione di continuità.
Emma (moglie e madre dei due figli adolescenti del marito) manda una e-mail ad un indirizzo sbagliato, quello di Leo (psicanalista reduce dall'ennesima storia sentimentale fallita).
Un gioco all'inizio, reciproche stoccate d'ironia, qualche malizia facilitata dall'anonimato dello schermo.
E poi? Emma e Leo iniziano a scrivere anche di se stessi, sinceramente, protetti ma incoraggiati sempre dalla distanza. E così succede, inevitabilmente, che i due s'innamorano, virtualmente ma intensamente.
Ma questo "sublime concetto d'amore", questa "illusione di perfezione" può sopravvivere ad un incontro reale? Ad un timido e velato sguardo in un caffè? E se gli incontri diventano uno, due, persino una notte intera di passione?
Faccio una premessa. Solitamente, mi tengo alla larga da titoli del genere. Eppure, questi due romanzi li ho divorati, pagina dopo pagina, vorace e curiosa, perché volevo, dovevo, avevo la necessità e l'urgenza di sapere come andava a finire questa singolare storia d'amore epistolare nell'era di internet.
Per i romantici cronici (tecnologici o meno).
Astenersi invece cinici, freddi, scettici, disillusi.

"31 ottobre del 2004. Notte, Bologna. Per la prima volta nella mia vita sono riuscita a dirle ti amo. E per la prima volta, fanculo la mia curiosità, ho avuto la certezza assoluta che Cristi l'avesse già detto a qualcun altro. A lui".
L'estate che resta di Giulia Baldelli, Guanda Editore.
Anni 90. Giulia e Cristi trascorrono le estati insieme, in un piccolo paese delle Marche. Due bambine molto diverse tra loro: determinata e razionale l'una, fragile e selvaggia l'altra.
Eppure nasce un'amicizia profondissima, speciale, che va oltre.
E poi arriva Mattia, da Genova, ragazzo complicato anche lui. Ed irrompe in quella "strana" amicizia, scandita da giochi al fiume e sofferte gelosie.
"Mi metto in disparte mentre loro mi insegnano per primi che forma sorda ha il dolore quando i sentimenti non si possono cambiare".
Alla soglia dell'adolescenza, i tre si separano. Dieci anni più tardi, a Bologna, si ritrovano, si amano furentemente, si distruggono, con altrettanto livore.
Da quel momento, le loro vite si legano, per sempre. E tutti e tre capiranno "quanto si può essere deboli nell'amare chi per natura non ti appartiene".
Giulia Baldelli, classe 1979, marchigiana trasferitasi in Pianura Padana, esordisce con una storia d'amore potentissima. Senza schemi, senza generi, senza tempo. Un amore fuori dalle regole, che aspetta paziente, si allarga nei vuoti, si nutre del dubbio, manipola la memoria, ingombra ogni istante presente pur di confondere il futuro.
Per chi sa che l'amore brucia ogni cosa (amanti del lieto fine, però, astenersi).



