
Cronache da un seminario letterario. I parte.
25/10/2023
Conosci l’estate? di Simona Tanzini
06/11/2023Seminario letterario, 7-8 ottobre 2023, a Lanzo Torinese, a cura di Cinzia e Paolo di Studio Punto&Virgola su "La letteratura circostante" . Il punto della situazione sulla narrativa italiana circostante (per far bella figura nei salotti letterari).
Un piccolo riassunto è d'obbligo per chi si fosse perso il precedente articolo sul blog dedicato al primo giorno del seminario su "La letteratura circostante", tenuto da Cinzia e Paolo di Studio Punto e Virgola.
Abbiamo provato a rispondere ai seguenti interrogativi:
- Dove sta andando la narrativa italiana?
- Che fine hanno fatto le storie?
- E’ la crisi dell’immaginazione nel romanzo?
Cercando di riassumere le nostre risposte, siamo giunti alla conclusione che il romanzo non è “morto”, però sta sicuramente mutando.
Per rileggerlo, clicca qui.

Seminario Letterario "La letteratura circostante".
Giorno nr. 2 - Esiste ancora la critica letteraria al tempo dei TikToker?
Siamo noi a scegliere il libro, o è l’algoritmo di Facebook, Instagram, TikTok, che capisce quanto necessitiamo di conforto, incoraggiamento, sollievo, divertimento, svago, e prende quindi decisioni per noi?
La critica letteraria trova sempre meno spazio sui giornali e la Rete sopperisce come può a questa chiusura.
Eccolo, l’argomento bollente. La narrativa sui Social. Tema che ha subito “surriscaldato” gli animi, e diviso il gruppo in due fazioni, direi diametralmente opposte.
Confrontandoci tra noi, mi è parso venir fuori un quadro a tinte prevalentemente fosche.
Una critica non più prodotta esclusivamente dagli intellettuali, i professionisti del settore, ma molto più popolare, che, per molti, anche nel nostro gruppo, equivale a scadente.
Insomma, una sorta di “eutanasia della critica” (citando un titolo di Mario Lavagetto), a favore di operazioni di marketing, che spingono solo la letteratura di intrattenimento, come un qualsiasi altro prodotto di consumo.
Lascio qualche numero che mi è rimasto impresso. L’hashtag #booktok ha 1,2 miliardi di visualizzazioni in Italia, 138 miliardi nel mondo.
Il 14% dei libri vengono scelti in base ai social.
Io credo che bisogna fare un distinguo, doveroso e imprescindibile.
La critica letteraria richiede competenza, è un mestiere. Lasciamola – giustamente – ai professionisti.
Quello che troviamo sui Social è altro.
Sono consigli, pareri, impressioni.
Le c.d. recensioni hanno una funzione puramente informativa, e uno scopo preciso: fare incontrare un determinato libro ai suoi potenziali lettori. Stop. Nessuna esegesi, critica interpretativa, analisi di testo. L’ermeneutica lasciamola a chi lo fa di lavoro, e ha studiato per farlo.
Su Facebook, Instagram, Blog, TikTok, facciamo altro. Facciamo sì, parlo in prima persona, e con cognizione di causa, curando da poco un blog e da diversi anni un profilo Instagram, dove mi diverto a parlare di libri che leggo (sottolineo mi diverto, perché non ho competenze specifiche, se non quelle di essere una lettrice, neanche troppo raffinata direi, e di mestiere mi occupo di tutt’altro).
Chi capita sul mio profilo, o sul mio blog, lo capisce subito però. Che non troverà una critica letteraria, ma semplicemente una lettrice, che parla di ciò che ha letto, senza alcuna pretesa, per il puro piacere di farlo e di condividerlo.
Sono consapevole che è un fenomeno, quello del parlar di libri sui Social, che può piacere o non piacere, ma ormai c’è, e non se ne può più prescindere. E’ un dato di fatto.
Filosofeggiare sull’opportunità o meno dei book influencer, lo trovo un discorso sterile. Ci sono, hanno seguito di pubblico, spesso decretano il successo di un titolo piuttosto che un altro, sempre più frequentemente danno vita a veri e propri fenomeni editoriali. Funziona così oggi.
Potevamo vivere senza? Può darsi, ma ormai ci sono. Criticarli per partito preso, è sciocco. Il movimento è partito, non si può fermare. C’è della qualità, ottima, buona, mediocre. In alcuni casi, la qualità non è proprio pervenuta. Ok, sono d’accordo.
Il mondo si evolve, non possiamo scendere o far finta di nulla. O ancorarci a posizioni di fatto anacronistiche.
I ragazzi seguono il #booktok? Comprano libri? Ottimo, spetterà a loro affinare, leggendo, il gusto critico. Qualcuno lo farà, qualcuno no. Come è sempre stato, anche quando i canali di comunicazione erano diversi. Chi, come me, è nato negli anni ’70, senza Internet, senza Social, è un lettore qualitativamente superiore? No. Ci sono miei coetanei che non prendono un libro in mano dai tempi di scuola, figuriamoci.
Quindi, ben venga qualsiasi strumento che avvicina i ragazzi ai libri.
Facciamoli scegliere, facciamoli sbagliare anche.
- Libri.
Esiste ancora la critica letteraria al tempo dei TikToker?
Esiste ancora la critica letteraria al tempo di Facebook, Instagram, Blog e TikTok? Le riflessioni dell'Ilaria.
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Io sono ottimista, ci vedo tanta voglia di fare in questi ragazzi. Mi piace la loro voglia di esserci, capire, approfondire. Il loro entusiasmo, la loro freschezza, spontaneità e dinamicità sui Social mi coinvolge.
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Sono letteralmente trascinata dalla dimestichezza che hanno con i mezzi tecnologici, che sfruttano per condividere la loro passione “librosa” con una platea sconfinata, quando, alla loro età, andava già bene che io trovassi un compagno di banco appassionato di libri come me, con cui scambiare qualche titolo (o che almeno sopportasse le mie lunghe “dissertazioni letterarie”, per amicizia o per mera opportunità – ero una che faceva copiare i compiti a scuola, senza problemi).
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Era comunque un “passaparola” limitatissimo, che ora invece è mondiale. Rendiamocene conto, questi ragazzi parlano di libri al mondo! Una cosa bellissima.
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Per chiudere, prendo a prestito, facendole mie, le splendide parole che la scrittrice (e mia cara amica), Licia Allara, ha utilizzato nel suo ultimo romanzo (“Il respiro della formica”) a proposito dei giovani. Capiamoli dunque, intercettiamoli, seguiamoli, prima che il mondo li corrompa, e diventino adulti che “mugugnano”, quelli da cui sì, fuggire a gambe levate!








