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25/10/2023Un breve romanzo di formazione
, delicato e nostalgico.
Trama
"Quando non so proprio cosa fare, vado sul terrazzino, mi corico sulle piastrelle quasi bollenti, e mi muovo finché non arriva il brivido, una specie di dono-malattia che possiede il mio corpo".
Un paese di provincia del Basso Piemonte e una ragazzina con la fretta di crescere, in una famiglia allargata di cui pian piano scopre i segreti, piccoli e grandi.
Recensione
“Se penso al futuro mi appare nebbioso, ma allo stesso tempo ho la certezza che dentro quella nebbia si nasconda qualcosa di eccezionale e straordinario".
Una provincia del Basso Piemonte e una bambina, di cui seguiamo il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, nell’arco di tre stagioni.
Estate, autunno, inverno.
Gli innumerevoli cambiamenti fisici, psicologici, emotivi e sociali.
La rivelazione di piccoli-grandi segreti di famiglia, finora ignorati.
“La mamma la guarda da dietro, la accarezza con gli occhi, perché la nonna della campagna è come un gatto selvatico: non la puoi accarezzare con le mani, né abbracciare”.
L’impatto con il lutto di persone care.
“Gli animali vanno a nascondersi quando sentono che stanno per morire. Davvero? Mi commuove questa abitudine. Capisco il loro pudore. In quel momento vorrei essere un animale anche io”.
L’importanza dell’amicizia, quando ci si sintonizza emotivamente l’uno in relazione all’altro, lasciando il mondo fuori.
La bellezza, e successiva cocente delusione, del primo amore.
“Aspetto il mio primo bacio come una tappa decisiva. Sono fermamente convinta che questo avvenimento – il bacio – mi introdurrà in una nuova fase della vita, quella adulta o quasi, schiudendomi la porta su un mondo nuovo, quello del sesso e dell’amore. Un mondo eccitante, pieno di forti emozioni che non vedo l’ora di scoprire. Per questo mi sto preparando”.
La scoperta della propria sessualità.
“Una parte di me indifesa, vulnerabile, ma anche forte e resistente, Rimango a guardare, stupita che non mi faccia male”.
Ed infine, il conforto nei libri, che la traghetteranno nella quarta stagione, che rimane volutamente sospesa.
“Prova a leggerne ancora un po', mi dice. Sai, i libri sono come le persone: non puoi giudicarli in così poco tempo”.
Nulla sappiamo della quarta stagione, ma immaginiamo la nostra ragazzina alle prese con l’ostacolo più eccezionale ed esaltante della vita: diventare adulta.
Un linguaggio semplice ma curato, che porta immediatamente il lettore ad immedesimarsi con la protagonista.
Perché in fondo, tutti facciamo ancora i conti con quel pizzico di nostalgia che ci ha accompagnato nell’età adulta.
Non parliamo poi della sottoscritta, che si crogiola nella sua dolce malinconia da sempre, sostenitrice del pensiero per cui “Guardiamo il mondo solo nell’infanzia, il resto è memoria”.

Da leggere perché...
Per chi ama ricordarsi, con un briciolo di nostalgia, quel cammino, accidentato eppure straordinario, che conduce ognuno di noi dal candore dell'infanzia al disincanto dell'età adulta.
Autrice
Conclusioni
Un romanzo dalla narrazione scorrevole e delicata, per tutti i nostalgici dell'infanzia.
Carta d'identità
| Titolo | Le tre stagioni |
|---|---|
| Autrice | Sabrina Cinzia Soria |
| Editore | La Torre dei Venti |
| Pagine | 272 |
| Anno di pubblicazione | Marzo 2023 |
Aggettivo chiave: Nostalgico.
- I miei pro: Il linguaggio semplice, ma curato. Il forte senso di immedesimazione con la protagonista. Il pizzico di dolce nostalgia che pervade tutta la storia.
- I miei contro: Nessuno, basta lasciarsi trasportare benevolmente dai ricordi d'infanzia.




