
Finalmente è primavera!
09/04/2024
Ottanta rose mezz’ora di Cristiano Cavina
12/06/2024Un affresco ironico e asciutto
sull'essere adolescenti nella provincia italiana degli anni Ottanta.
Trama
«Un'ossessione, se ben gestita, non fa male a nessuno, basta sapere di che cosa si tratta e ormai io lo so di che cosa si tratta, in quarant'anni le fasi dell'ossessione le ho passate tutte almeno dieci volte».
Si può davvero pensare per tutta la vita al primo amore nato e cresciuto sui banchi di scuola?
Il narratore di questa storia a quell'amore pensa almeno una volta al giorno da così tanto tempo che quasi non se ne rende più conto.
E allora prova a scriverne allenando il muscolo della memoria, ricavando dal pozzo profondo dei ricordi piccoli sorsi di un'epoca consegnata alla storia, piccoli sorsi di vita forse vissuta e forse immaginata.
Ne risulta una messa a nudo coraggiosa e rara della passione e dei sentimenti maschili, una confessione sincera che non cede mai all'autocommiserazione e che con lucidità e distacco non sfoca le ragioni e la potenza degli altri personaggi e del mondo attorno.
Recensione
“La storia di lei, di lei con me, la storia del primo amore, la storia di un’innocua ma potentissima ossessione”.
Il primo amore adolescenziale te lo porti dietro tutta la vita, almeno così si dice.
Perché porta con sé una moltitudine di sensazioni nuove. Stupore, sconcerto, desiderio, curiosità.
Ci apre ad un mondo ancora del tutto ignoto, ed è per questo che resta così impresso nella memoria, quasi in maniera indelebile.
Non sono fantasie, capricci, è la scienza che lo dice. Il primo forte sentimento che nasce in un adolescente non può essere dimenticato, perché segna il passaggio dal mondo infantile a quello adulto, fa cambiare modo di pensare all’io e al noi, riempie di aspettative.
E’ un “rito di iniziazione” all’età adulta, che, talvolta, può essere paragonato ad un vero e proprio trauma, che, appunto, ricordi per sempre.
Marco ha quindici anni il giorno in cui lei gli appare.
“Troppo timido, impacciato, disarmato, inesperto, incapace di fare alcunché”.
Il mondo comincia a ruotare intorno a lei, sebbene ai suoi occhi di ragazzina, Marco sembra praticamente invisibile.
“Ma che ci può fare lei, cosa può farsene di uno spasimante di prima liceo quando ha già il fidanzato maggiorenne, cosa può aggiungere alla sua vita il fatto di avere un bambinetto di quindici anni, alto come una pertica e talmente magro da essere trasparente, che pensa a lei senza averle mai parlato nemmeno una volta, cosa può significare, cosa può mai farsene?”.
Marco va avanti però, nella sua ossessione, simbolo dell’eroicità dell’amore più puro, finché un giorno arriva il bacio, ed inizia la fiaba.
“Ho infilato due dita sotto il suo mento, l’ho attirata a me e l’ho baciata, ho baciato Diane Keaton, così è andato il nostro primo bacio, il primo di un milione di baci che ci siamo dati”.
E poi la magia della “prima volta”, il tripudio di emozioni che si vive quando due corpi s’incontrano e si scoprono, passato l’imbarazzo, in estasi l’uno dell’altro.
“Non vedo un accidente, so solo che siamo due ombre che si tengono, due bellissime ombre che si tengono”.
Condividere con l’altro la propria pienezza: forse niente è così poetico e magnetico come il primo amore adolescenziale.
“Avere vent’anni è facile come respirare: sembra che tutto sia già successo e che debba ancora succedere , sembra che tutto possa cominciare per non smettere mai. E’ l’ultima stagione di onnipotenza illusoria che viene concessa e va vissuta. Va vissuta tutta. Senza paure”.
Questo, noi “ragazze”, lo sappiamo bene. Non abbiamo remore a raccontarcelo da ragazzine, quando condividiamo con le compagne di classe i primi turbamenti amorosi.
Neppure da adulte, ormai disilluse, disincantate, spesso deluse e amareggiate, rinunciamo a parlare con entusiasmo di quell’incantesimo che prende il nome di “primo amore”.
Insolito che “Innamorato” sia scritto da un uomo, che si mette a nudo, raccontando la sua “ossessione” senza filtri. Una cosa che gli uomini fanno molto raramente.
“Quello che gli uomini non dicono” invece Marco Drago lo scrive.
“L’idea che ho dell’amore non è un’idea, è un ideale”.
Senza fronzoli, eccessivi sentimentalismi, in maniera asciutta, ed addirittura ironica, a tratti.

Da leggere perché...
Leggere "Innamorato" è cogliere l'opportunità (quasi unica) di osservare i complicati meccanismi dell'amore da un insolito (e altrettanto ingarbugliato) punto di vista: quello maschile!
Autore
Marco Drago è nato a Canelli (1967) nell’astigiano, e vive a Milano.
È autore dei libri di narrativa (L’amico del pazzo, 1998; Domenica sera, 2001; Zolle, 2005 e La vita moderna è rumenta, 2012, tutti per Feltrinelli).
Scrittore, traduttore e conduttore radiofonico dal 2000 (prima a Radio 3, oggi a Radio 24 e Radio della Svizzera Italiana), fondatore e direttore del magazine letterario “Maltese Narrazioni” dal 1988 al 2006, attualmente dirige la collana di ebook “Reloaded” per l’editore Laurana.
Fa parte anche della factory artistica e società di produzione multimediale Istituto Barlumen.
Con Feltrinelli ha pubblicato anche, insieme a Teo Musso Baladin, La birra artigianale è tutta colpa di Teo (2013) e, nella collana digitale Zoom, Sesso, calcio e rock’n’roll (2014).
Conclusioni
Una messa a nudo, rara e coraggiosa, dei sentimenti maschili, una confessione sincera, senza autocommiserazione, uno sguardo "innamorato", quello di Marco Drago, che si legge con piacere.
Carta d'identità
| Titolo | Innamorato |
|---|---|
| Autrice | Marco Drago |
| Editore | Bollati Boringhieri |
| Pagine | 192 |
| Anno di pubblicazione | Gennaio 2023 |
Aggettivo chiave: Sincero.
- I miei pro: la figura di Marco, in cui ci ritroviamo in pieno, noi, adolescenti negli anni Ottanta; la nostalgia, anche musicale, di quegli anni; l'ironia, mista ad un sentimentalismo sincero e mai superficiale.
- I miei contro: alcuni passi (in verità, pochi) mi sono sembrati ridondanti, un esercizio di mero stile e scrittura da parte dell'autore.




