
Auguri di Buon Anno 2024
31/12/2023
2024: Stand By (ma le collaborazioni continuano)
24/03/2024Una sorta di Laura Palmer
della Costa Azzurra.
Trama
Costa Azzurra, inverno del 1992.
In una notte glaciale, mentre il campus del suo liceo è paralizzato da una tempesta di neve, Vinca Rockwell, diciannove anni, una delle studentesse più brillanti dell'ultimo anno, fugge insieme al suo professore di filosofia, con il quale aveva una relazione segreta. Per la ragazza "l'amore è tutto o niente". Nessuno la rivedrà mai più.
Costa Azzurra, primavera del 2017.
Fino alla fine del liceo erano inseparabili, ma da allora Fanny, Thomas e Maxime – i migliori amici di Vinca – non si sono più rivolti la parola. Si ritrovano ora a una riunione di ex alunni. Venticinque anni prima, in terribili circostanze, hanno tutti e tre commesso un omicidio, murando il cadavere nella palestra della scuola. Proprio la palestra che oggi deve essere demolita per fare spazio a un altro edificio.
D'ora in poi, niente potrà più impedire che la verità sul caso di Vinca venga a galla. Sconvolgente, dolorosa, demoniaca.
Recensione
"Ma il futuro non le interessava. L'amore è tutto o niente. Solo l'stante presente contava. La seduzione bruciante e venefica della notte".
La scomparsa di Vinca Rockwell, la ragazza dai capelli di fuoco, che faceva impazzire chiunque godesse del privilegio di entrare nella sua vita.
“Perché quando eravamo con lei, coltivavamo tutti la folle illusione che la sua stessa esistenza fosse una risposta alla domanda che ci poniamo. Come attraversare la notte?”.
La sparizione improvvisa di Vinca. Nella versione ufficiale, la sua scomparsa è stata una semplice fuga amorosa. Ma sarà davvero così?
“Non abbiamo mai saputo veramente chi fosse Vinca. La conoscevamo senza conoscerla”.
Questo “cold case” è il filo conduttore del romanzo “La ragazza e la notte”, su cui Guillaume Musso costruisce sapientemente tutta la storia, che si snoda in un arco temporale lungo ben 25 anni, dove i protagonisti non sono tanto le forze dell’ordine, quanto le persone direttamente coinvolte nel mistero.
Primo fra tutti, Thomas, il ragazzo diverso dagli altri. A mio avviso, il personaggio più affascinante di tutto il romanzo.
A partire dal suo viscerale amore per la letteratura (in cui, ça va sans dire, mi sono immedesimata moltissimo), che lo porta a vivere, in gioventù, in una dimensione parallela, dove i libri non guariscono, ma danno sollievo, (alleggerendoci del peso di essere noi stessi), procurano una stanza di decompressione, ereggono dighe contro il terrore che spesso soffia in noi.
“Tu non avevi amici, Thomas. I tuoi unici amici erano i libri. Tu vivi in un mondo tutto letterario, romantico, ma la verità non è quella. La vita è violenza”.
Dall’amore per i libri, alla scrittura, per Thomas il passaggio è quasi naturale.
“Scrivere. In un duplice movimento, uguale e contrario: costruire muri e aprire porte. Muri per tenere a bada la brutale ferocia della realtà, porte per accedere ad un mondo parallelo, la realtà non così com’è ma come dovrebbe essere. Non sempre funziona ma, a tratti, per qualche ora, la finzione ha la meglio sulla realtà. E’ probabilmente il privilegio degli artisti in generale e dei romanzieri in particolare: essere talvolta in grado di vincere la battaglia contro il reale”.
Ed è proprio un Thomas scrittore di successo, quello che rientra in Costa Azzurra per una riunione di ex alunni, una rimpatriata che doveva essere spensierata, ed in realtà riapre il velo su quell’oscuro mistero, di cui lui stesso è in parte a conoscenza.
Il “ragazzo diverso dagli altri” ha bisogno di portare finalmente alla luce la verità su Vinca, perché nel ritrovamento di lei, ritroverà se stesso, “il giovane positivo e coraggioso, un essere dal cuore puro, toccato da una specie di grazia” che è stato in gioventù.
La passione per i libri del protagonista è anche un espediente che consente all’autore di inserire nella storia “criminale” molti riferimenti letterari, citazioni meravigliose e perfettamente calzanti con la trama, che consentono una diversa chiave di lettura del romanzo, un approfondimento di autori poco noti ai più, ma senz’altro affascinanti.
Vi lascio due esempi, che mi hanno particolarmente toccato.
“Vorrei essere un’anima senza corpo per non lasciarti mai. Amarti è vivere” (Marina Cvetaeva).
“Non è per diventare scrittori che si scrive. E’ per congiungersi in silenzio con quell’amore che manca ad ogni amore” (Christian Bobin).
Perché l’amore è uno dei fili conduttori della storia, in tutte le sue molteplici forme e declinazioni. Tra amanti, amici, genitori e figli. Passionale, violento, celato, spesso non corrisposto. Fragile, come tutti i tasselli che compongono questo intrigato “puzzle”.
Un intreccio di storie, colpevoli e vittime, continui salti temporali, che non disturbano, o distraggono, anzi … tengono il lettore perennemente inchiodato alle pagine, alla spasmodica ricerca della verità, perché la trama ordita da Guillaume Musso non è mai banale, e, fino alla fine, regala inaspettati colpi di scena, “coup de theatre”, che rivedrei molto bene in un’ipotetica ricostruzione cinematografica.
La scrittura, scorrevole a accattivante, offre a chi legge anche molteplici ed interessanti spunti di riflessione. Per esempio, sull’influenza che il passato può esercitare sul nostro modo di affrontare la realtà quotidiana (“esistono persone che sono rimaste incastrate in qualche falla temporale, persone per le quali il passato non passa mai”). Oppure sulla banalità – e pericolosità – della mediocrità (“non abbassiamoci al livello dei mediocri: è una malattia contagiosa"). Infine, sulla precarietà che pervade la società (“la civiltà non è che una minuscola pellicola distesa su un caos ribollente”).
Una menzione d’onore spetta poi all’ambientazione, Antibes. Per l’autore (e per me, che ho trascorso parte degli anni ruggenti della giovinezza in quelle terre, a confine con la mia Ventimiglia) “era una delle più splendide della Costa Azzurra: il blu del mare in primo piano, la mole massiccia e rassicurante del Fort Carré che emergeva da dietro le imbarcazioni, il cielo azzurro spazzato dal vento e le montagne che s’indovinavano, discrete, in lontananza”.
E quel profumo inebriante di lavanda, che ti accompagna ovunque. Anche se ne “La ragazza e la notte”, quell’effluvio canforato trasportato dal Mistral, ha, per il lettore, un sapore diverso, fuori posto: “l’odore stordente del sangue”.

Da leggere perché...
"La ragazze e la notte" è un romanzo imperdibile per tutti gli amanti di "cold-case" e dintorni.
La scrittura accattivante. Gli sviluppi imprevedibili. I suoni, i colori ed i profumi della Costa Azzurra. Un finale ad effetto, che proprio non ti aspetti.
Sono questi gli ingredienti, sapientemente mixati da un Guillaume Musso in stato di grazia, di una storia potente e ricca di suspence, che travolge il lettore, inghiottendolo nei meandri di una notte, difficile da attraversare ...
Autore
Guillaume Musso, nato ad Antibes, classe 1974, è figlio di una bibliotecaria, da cui ha ereditato l’amore per i libri.
Ha iniziato a scrivere dopo gli studi e non si è più fermato, nemmeno quando è diventato professore di Economia.
I suoi libri, tradotti in 40 lingue, e più volte adattati per il cinema, lo hanno consacrato come uno dei più importanti scrittori di noir di portata internazionale.
Il suo romanzo d’esordio, L’uomo che credeva di non avere più tempo (Sonzogno, 2005) è un bestseller mondiale, e altrettanto successo ha avuto La donna che non poteva essere qui (Sonzogno, 2006).
Ha pubblicato diversi altri romanzi, dei quali si citano: Chi ama torna sempre indietro (Sonzogno, 2007), Quando si ama non scende mai la notte (Rizzoli, 2008), La ragazza di carta (Sperling & Kupfer, 2011), Il richiamo dell'angelo (Sperling & Kupfer, 2012), Sette anni senza di te (Sperling & Kupfer, 2013), Aspettando domani (Sperling & Kupfer, 2014), Central Park (Bompiani, 2015), La ragazza di Brooklyn (La nave di Teseo, 2016), Un appartamento a Parigi (La nave di Teseo, 2017), L'istante presente (La nave di Teseo, 2019), La sconosciuta della Senna (La nave di Teseo, 2021) e La vita segreta degli scrittori (La nave di Teseo, 2021).
Conclusioni
Un mistero, lungo 25 anni, per un noir sconcertante, angoscioso, amaro, seducente, che mette in evidenza l'estrema capacità di coinvolgimento emotivo della narrazione di Guillaume Musso.

Carta d'identità
| Titolo | La ragazza e la notte |
|---|---|
| Autore | Guillaume Musso |
| Editore | La nave di Teseo |
| Pagine | 364 |
| Anno di pubblicazione | Agosto 2018 |
Aggettivo chiave: Seducente.
- I miei pro: i tanti ed inattesi colpi di scena, la scrittura seducente, l'incantevole ambientazione.
- I miei contro: Nessuno (salvo il rischio di diventare Guillaume-dipendenti).





6 Comments
È molto facile diventare Musso dipendenti, parlo per esperienza personale visto che di lui ho letto praticamente tutto tranne gli ultimi due libri. Leggendolo negli anni ho visto la sua trasformazione da scrittore di romanzi con accenni di “fantascienza” come i viaggi temporali a romanzi gialli dove ci sono misteri da risolvere. Prima molto più romantico e poi più thriller, la sua scrittura rimane però immersiva in ogni sua sfumatura.
A causa sua ho fatto la figura di piagere sul treno, mi son scesi proprio due lacrimoni belli grossi sul treno che minriportava a casa dall’università ricordo ancora lo shuardo della signora precusa che era seduta davanti a me, mi ha guardata come si guarda un cucciolo di foca, della serie povera ragazzina che piange per un libro.
E sempre a causa sua ho fatto rimaner male una commessa in libreria perché cercavo in suo libro in un determinato formato ma non era presente e lei voleva darmelo in un altro formato ho declinato l’offerta con una faccia talmente schifata che la commessa c’è rimasta di sasso. Ovviamente il libro non l’ho preso ed ancora manca nella mia libreria.
Federica, anzitutto è un immenso piacere leggere il tuo commento sul mio blog! Come sai è una mia “creatura” relativamente giovane, e a cui, per motivi di lavoro, non riesco mai a dare il giusto spazio! Poi, visto la tua passione per Musso, ho apprezzato che tu sia intervenuta, e spero di non aver fatto strafalcioni nella recensione di quello che, per me, è stato il mio primo Musso! Non sarà l’ultimo, impegni permettendo! Grazie mille! E chissà se un giorno vorrai onorarmi di una tua recensione proprio di un altro dei tuoi amati titoli di Musso sul mio spazio, ben volentieri! Mi piacerebbe creare anche qui, come su Instagram, una bella community!
Cara Ila, i tuoi racconti mi affascinano sempre. Pur non conoscendo l’autore me l’hai fatto apprezzare e sono certa che qualche volta soddisferò la mia curiosità di approfondire la sua conoscenza. Chissà, magari inizierò proprio con questo libro.
Grazie per questa scoperta 😘
Grazie Cristina, è sempre bello ricevere feedback positivi anche sul blog, che per me è uno strumento del tutto nuovo e, sono onesta, lo guardo ancora con timore, visto che a volte mi faccio prendere dalla sconforto di non riuscire a gestirlo come vorrei! Messaggi come questo, inutile dirlo, mi servono molto! Quanto a Musso, era il primo anche per me e, che posso dirti, il primo Musso non si scorda mai! Fammi sapere se poi deciderai di leggere qualche titolo di questo autore.
Interessante e accattivante la tua recensione, mi hai fatto venire voglia di rileggere Musso e di cercare il primo treno disponibile per la Costa Azzurra! Ho letto quasi tutti i libri di questo scrittore, ogni volta non sai mai cosa aspettarti. Iniziano tutti con un mistero e terminano in un modo assolutamente imprevedibile, che non immagineresti mai!
Ciao Brunella! Pensa che questo titolo invece è stato il mio primo Musso e credo proprio (impegni a parte) che ce ne saranno degli altri! Quanto alla voglia di prendere un treno e scappare in Costa Azzurra, sai che i miei genitori ci abitano vicino, quindi, quanto ti verrà in mente, fai un fischio! Intanto grazie per la lettura, ed il commento! E’ stato molto gradito! E … il mio blog ti aspetta!