
Lettera alla sposa di Licia Allara
02/10/2023
Di settembre. I pensieri sparsi dell’Ilaria.
11/10/2023Un noir crudo
del genere "se scruterai a lungo l'abisso, anche l'abisso scruterà dentro di te".
Trama
La pioggia di fine estate è implacabile e lava via ogni traccia: ecco perché stavolta la scena del crimine è un enigma indecifrabile.
Una sola cosa è chiara: chiunque abbia ucciso la donna, ancora non identificata, l’ha fatto con la cura meticolosa di un chirurgo, usando i propri affilati strumenti per mettere in scena una morte.
Perché la morte è uno spettacolo.
Lo sa bene, Enrico Mancini.
Lui non è un commissario come gli altri. Lui sa nascondere perfettamente i suoi dolori, le sue fragilità.
Si è specializzato a Quantico, in crimini seriali. È un duro. Se non fosse per quella inconfessabile debolezza nel posare gli occhi sui poveri corpi vittime della cieca violenza altrui.
È uno spettacolo a cui non riesce a riabituarsi.
E quell’odore. L’odore dell’inferno, pensa ogni volta.
Così, Mancini rifiuta il caso. Rifiuta l’idea stessa che a colpire sia un killer seriale.
Anche se il suo istinto, dopo un solo omicidio, ne è certo.
E l’istinto di Mancini non sbaglia: è con il secondo omicidio che la città piomba nell’incubo.
Messo alle strette, il commissario è costretto ad accettare l’indagine.
E accettare anche l’idea che forse non riuscirà a fermare l’omicida prima che il suo disegno si compia. Prima che il killer mostri a tutti – soprattutto a lui – che è così che si uccide.
Recensione
"La prima delle morti è compiuta. Tu non mi conosci. Nessuno mi conosce. Sono solo un'ombra. E uccido".
Lunedì 1 settembre, notte; venerdì 19 settembre, alba.
Roma. "Numquam sine luce". Mai senza luce.
Eppure, nella città eterna, piove, da giorni.
Un cielo pesante copre le tracce di un assassino seriale.
Lui, l'Ombra, pare una bestia, dentro e fuori.
"Si alzò e mi piantò gli occhi addosso. Mai visti due occhi tanto dolenti. Mai. Non riuscivo a staccarmi da quei due buchi neri".
La caccia, perché di caccia, e grossa, si tratta, viene affidata al commissario Enrico Mancini, specializzato a Quantico, in crimini seriali.
È un duro e puro, lui, se non fosse che, dopo la morte per tumore dell'amata moglie Marisa, "è iniziata la discesa, la sua balistica discenditiva".
Vorrebbe rinunciare all'incarico, troppo dolore.
Ma "chi non accetta una sfida, l'ha già perduta, e l'ha perduta nel peggiore dei modi".
Mancini va avanti, allora, cercando di fermare l'omicida prima che il suo disegno si compia.
Prima che l'Ombra mostri a tutti che ... è così che si uccide.
Un noir potentissimo, non per tutti.
Io stessa, avvezza a "scrutare negli abissi", durante la lettura, mi sono fermata, più e più volte.
Per ritrovare il respiro.
Per calmare il battito forsennato del cuore.
Per non provare paura.
Per riprendere il contatto con la realtà, la mia, non quella terribile del romanzo.
Scrittura forte, evocativa, quella di Zilahy.
Una Roma oscura, la sua, lontana dagli stereotipi turistici.
Personaggi delineati con estrema attenzione.
Un commissario, Enrico Mancini, che io ho subito amato, per il suo lato umano, e quindi fragile e imperfetto.
Un assassino, quell'Ombra della morte, non macchina, ma umano, come tutti noi, brutale eppur compassionevole.
Un thriller nerissimo, un crescendo di paura, sgomento, terrore, che scuotono il fondo oscuro di ciascuno di noi.
Da leggere perché...
Per la tensione narrativa fortissima, che ti inchioda alle pagine, nonostante la paura, il panico, l'orrore.
Per il ritmo forsennato, che è di quelli nero-hard.
E per il ritratto di una Roma dolente, oscurata da una pioggia incessante, che è tutt'altro che salvifica. Una Roma buia, cupa, tetra, eppur sempre capace di suscitare estremo incanto.
Autore
Mirko Zilahy, nato a Roma nel 1974, ha conseguito un Phd presso il Trinity College di Dublino, dove ha insegnato Lingua e letteratura italiana.
Collabora con il Corriere della Sera ed è stato editor per Minimum Fax, nonché traduttore letterario dall’inglese (ha tradotto, tra gli altri, il premio Pulitzer 2014 "Il cardellino" di Donna Tartt e il celebre bestseller "Mystic River" di Dennis Lehane).
"È così che si uccide", il romanzo con cui ha esordito nel 2016 facendo conoscere ai lettori il personaggio di Enrico Mancini, è stato un grande successo di pubblico e critica.
Sono seguiti La forma del buio (2017) Così crudele è la fine (2018) e L'uomo del bosco, tutti editi da Longanesi.
Conclusioni
Una storia cruda, feroce, spietata, eppur seducente, per chi subisce la più indicibile delle fascinazioni, quella del male.
Carta d'identità
| Titolo | E' così che si uccide |
|---|---|
| Autrice | Mirko Zilahy |
| Editore | Longanesi |
| Pagine | 410 |
| Anno di pubblicazione | Gennaio 2016 |
Aggettivo chiave: Cupo.
- I miei pro: Narrazione travolgente, per l'esordio di uno dei "maestri" del noir italiano.
- I miei contro: Una trama cruenta e feroce, non per tutti, ma imperdibile per i veri cultori del genere.







